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(a cura dell’Avv. Andrea Pistilli)

Appalti pubblici di lavori – Fase esecutiva – Contenzioso per la definizione delle “riserve” – Importo complessivo delle riserve non superiore al 20% dell’importo contrattuale di cui all’art. 240 bis D.lgs. n. 163/2006 – Limite riferito all’importo in concreto riconoscibile all’appaltatore.

Ai sensi dell’articolo 240 bis del D.lgs. n. 163/2006 le domande con le quali l’appaltatore fa valere pretese già oggetto di riserva non possono essere proposte per importi maggiori rispetto a quelli quantificati nelle riserve stesse e, in ogni caso, l'importo complessivo delle riserve non può essere superiore al venti per cento dell'importo contrattuale. Il Tribunale Civile di Roma, nella sentenza in epigrafe, ha affermato che il predetto limite del venti per cento dell’importo delle riserve rispetto all’importo del contratto, non può ritenersi riferito all’ammissibilità dell’iscrizione della riserva ma all’importo complessivo che in concreto può essere riconosciuto in favore dell’appaltatore.

Normativa di riferimento

240-bis. Definizione delle riserve (ABROGATO DAL 19-04-2016, cfr. ART. 217 DLGS 50-2016)

1. Le domande che fanno valere pretese già oggetto di riserva non possono essere proposte per importi maggiori rispetto a quelli quantificati nelle riserve stesse. L'importo complessivo delle riserve non può in ogni caso essere superiore al venti per cento dell'importo contrattuale.

(comma così modificato dall’art.4, comma 2, lett.hh) del DL 13/05/2011 n. 70 in vigore dal 14/05/2011, convertito con la legge di conversione 12 luglio 2011, n. 106, in vigore dal 13/07/2011)

1-bis. Non possono essere oggetto di riserva gli aspetti progettuali che, ai sensi dell'articolo 112 e del regolamento, sono stati oggetto di verifica.

(comma introdotto dall’art.4, comma 2, lett.hh) del DL 13/05/2011 n. 70 in vigore dal 14/05/2011, convertito con la legge di conversione 12 luglio 2011, n. 106, in vigore dal 13/07/2011)

 

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