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(a cura dell'Avv. Marta Pirolli)

Contratti pubblici – Art. 80, comma 5, lett. c), D.Lgs. n. 50 del 2016 – Esclusione per gravi illeciti professionali – Illegittimità esclusione in caso di pendenza di giudizio avente ad oggetto la contestazione di una risoluzione contrattuale.

E’ illegittima l’esclusione di un operatore economico da una procedura di gara, laddove sia pendente nei confronti del medesimo un giudizio avente ad oggetto la contestazione di una risoluzione di un precedente contratto di appalto, non potendosi considerare accertata la significativa carenza dell’appaltatore tale da mettere in dubbio la sua integrità o affidabilità.

L’art. 80, comma 5, lett. c), d.lgs. 18 aprile 2016, n. 80 consente alle stazioni appaltanti di escludere i concorrenti da una procedura di affidamento di contratti pubblici in presenza di “gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità”, tra i quali rientrano, inter alia, “le significative carenze nell'esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne hanno causato la risoluzione anticipata”, a condizione che le stesse non siano state contestate in giudizio dall’appaltatore privato o che siano state confermate all’esito di un procedimento giurisdizionale da una pronuncia di merito, divenuta inoppugnabile (a cura di Avv. Marta Pirolli).

Testo integrale sentenza (tratta da www.giustizia-amministrativa.it)

 

Normativa di riferimento

  • 80, comma 5, lett. c) del D.lgs. n. 50 del 18/04/2016 che recita: “Le stazioni appaltanti escludono dalla partecipazione alla procedura d'appalto un operatore economico in una delle seguenti situazioni, anche riferita a un suo subappaltatore nei casi di cui all'articolo 105, comma 6, qualora: […] c) la stazione appaltante dimostri con mezzi adeguati che l'operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità. Tra questi rientrano: le significative carenze nell'esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione che ne hanno causato la risoluzione anticipata, non contestata in giudizio, ovvero confermata all'esito di un giudizio, ovvero hanno dato luogo ad una condanna al risarcimento del danno o ad altre sanzioni; il tentativo di influenzare indebitamente il processo decisionale della stazione appaltante o di ottenere informazioni riservate ai fini di proprio vantaggio; il fornire, anche per negligenza, informazioni false o fuorvianti suscettibili di influenzare le decisioni sull'esclusione, la selezione o l'aggiudicazione ovvero l'omettere le informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione”.

 

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