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(a cura dell’Avv. Fabrizio Cacace)

Con la sentenza in epigrafe il TAR Veneto è tornato sul tema dell’immediata impugnabilità delle clausole del bando di gara confermando che l’onere dell’immediata impugnazione di clausole contenute negli atti di indizione di gara sussiste per le sole clausole che determinino una sicura preclusione all’ammissione alla gara di un potenziale concorrente o che impediscano indistintamente a tutti i concorrenti una corretta e consapevole elaborazione dell’offerta.

Al contempo ha affermato che – viceversa - l’onere dell’immediata impugnazione del bando di gara va escluso nei riguardi di clausole dotate solo di astratta e potenziale lesività, la cui idoneità a produrre un’effettiva lesione potrebbe essere valutata unicamente all’esito della procedura selettiva, ove negativo per l’interessato.

Nel caso di specie il ricorrente aveva denunciato la manifesta illogicità del criterio di aggiudicazione deducendo che non fosse quello più idoneo ad individuare la migliore offerta.

Considerato che la clausola ritenuta illegittima non era impeditiva della partecipazione, il concorrente non era titolare di un interesse attuale all’impugnazione, poiché solo con l’eventuale aggiudicazione in favore di un terzo si sarebbe attualizzata la lesività nella sfera giuridica della ricorrente del criterio di aggiudicazione censurato.

Non sono pertanto immediatamente impugnabili le clausole relative all’individuazione del criterio di aggiudicazione, posto che – fra l’altro - se il legislatore avesse voluto l’impugnazione immediata anche di tale fattispecie, l’avrebbe imposto, così come ha imposto l’immediata impugnazione del provvedimento che determina le esclusioni dalla procedura di affidamento e le ammissioni ad essa all’esito della valutazione dei requisiti soggettivi, economico-finanziari e tecnico-professionali.

Sentenza tratta da www.giustizia-amministrativa.it

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