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(a cura dell’Avv. Alessandro Malossini)  

Il dies a quo del termine di proposizione del ricorso incidentale avverso il provvedimento di ammissione del ricorrente principale è costituito dalla conoscenza del provvedimento di ammissione alla gara mediante pubblicazione sul profilo del committente. 

Il termine di 30 giorni per proporre ricorso incidentale avverso il provvedimento di ammissione alla gara del ricorrente principale decorre non dalla notifica del ricorso principale, ma dalla conoscenza del provvedimento di ammissione mediante pubblicazione sul profilo del committente ex art. 29 del d.lgs. n. 50/2016. La previsione di un rito superaccelerato introdotto dall’art. 204 comma 1 lett. d) del D.Lgs. n. 50/2016 (art. 120 comma 2 bis c.p.a.) per l'impugnativa dei provvedimenti di esclusione ed ammissione è volta, nella sua ratio legis, a consentire la pronta definizione del giudizio prima che si giunga al provvedimento di aggiudicazione e, quindi, a definire la platea dei soggetti ammessi alla gara in un momento antecedente all'esame delle offerte e alla conseguente aggiudicazione (Consiglio di Stato, parere n. 855/2016 sul codice degli appalti pubblici).  La norma pone pertanto un onere di immediata impugnativa dei provvedimenti in questione, a pena di decadenza, non consentendo di far valere successivamente i vizi inerenti agli atti non impugnati; l’omessa attivazione del rimedio processuale entro il termine preclude al concorrente la possibilità di dedurre le relative censure in sede di impugnazione della successiva aggiudicazione, ovvero di paralizzare, mediante lo strumento del ricorso incidentale, il gravame principale proposto da altro partecipante avverso la sua ammissione alla procedura.” (Tar Campania, sez. I, sentenza 13 giugno 2017, n. 3226)  

Tratta da www.giustizia-amministrativa.it

Normativa di riferimento

 

 

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