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Lavoro subordinato - Estinzione e risoluzione del rapporto: licenziamento - Forma - Comunicazione di licenziamento - Rifiuto del destinatario di riceverla - Regolarità dell'atto unilaterale recettizio.

 

(a cura di Avv. Michele Carelli)

 

La sentenza in argomento emessa in materia di licenziamento disciplinare affronta alcuni argomenti interessanti, in particolare l’esistenza o meno di un licenziamento verbale in presenza del rifiuto del lavoratore di ricevere sul posto di lavoro la lettera di licenziamento.

Il Tribunale, dando seguito alla giurisprudenza della Suprema Corte sul punto, ha ritenuto che il rifiuto del lavoratore di ricevere comunicazioni sul luogo ed in orario di lavoro costituisca un inadempimento agli obblighi di correttezza, in considerazione al rapporto obbligazionario sotteso, distinguendo tra sussistenza del requisito della forma scritta e modalità di trasmissione della comunicazione.

Nello specifico il Tribunale ha precisato come, pur non sussistendo in linea generale un obbligo dei soggetti privati di ricevere comunicazioni a mano da altri soggetti privati, quest'obbligo può invece sussistere, in relazione alle circostanze, e purché non sia prescritta per legge o per contratto l'utilizzo di un mezzo specifico (ad esempio con lettera raccomandata, per telegramma, tramite fax, ecc.) quando i due soggetti privati siano già uniti da uno stretto vincolo contrattuale.  

Detto obbligo sussiste certamente nell'ambito del rapporto di lavoro subordinato in forza del vincolo negoziale e funzionale che lega il prestatore al datore.

Conseguentemente nel caso in esame, il Tribunale ha considerato - mutuando la ratio sottesa alla notifica ex-art. 140 c.p.c. – perfezionata la comunicazione nonostante il diniego ingiustificato della lavoratrice a sottoscrivere per ricevuta la lettera di risoluzione del rapporto. Trattandosi di atto unilaterale recettizio, afferma il Tribunale, esso non sfugge al principio generale per cui il rifiuto della prestazione da parte del destinatario non può risolversi a danno dell'obbligato e alla regola della presunzione di conoscenza dell'atto desumibile dall'art. 1335 c.c.

Sul punto è stata altresì operata la richiamata distinzione tra forma della comunicazione e mezzo di trasmissione della stessa con la precisazione che, se da un lato l’art. 2 l. n. 604/66 prescrive che la comunicazione di licenziamento deve essere fatta per iscritto, dall’altro non sono previste invece modalità specifiche per la trasmissione dello scritto stesso. Ne deriva che devono pertanto ritenersi valide tutte quelle modalità che comportino la trasmissione al destinatario del documento scritto nella sua materialità come il recapito a mano al destinatario avvenuto nel caso di specie.

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