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(a cura dell’Avv. Pietro Catone)

In caso di sentenza di condanna relativa ad un reato successivamente abrogato e qualificato come illecito civile dal D.Lgs. 15 gennaio 2016, n. 7, il giudice del gravame, nel dichiarare che il fatto non è più previsto dalla legge come reato, è tenuto a revocare anche i capi della sentenza relativi agli interessi civili, fermo restando il diritto della parte civile di agire "ex novo" nella sede naturale, per ottenere il risarcimento del danno e l'eventuale irrogazione della sanzione pecuniaria civile.

In relazione al reato di percosse, qualora il giudice di prime cure abbia assolto l’imputato, in assenza dell’impugnazione della parte pubblica il giudice d’appello non può condannare l'imputato alla pena prevista per quel reato.

Quanto alle statuizioni civili, nel caso di appello proposto contro una sentenza di assoluzione fondata su prove dichiarative, la rinnovazione dell’istruzione dibattimentale si profila come "assolutamente necessaria" ex art. 603 c.p.p., comma 3. Tale regola deve essere rispettata anche dal giudice di appello che riformi, ai soli fini civili, la sentenza assolutoria di primo grado sulla base di un diverso apprezzamento dell'attendibilità di una prova dichiarativa ritenuta decisiva.

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