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a cura dell'avv. Barone Adesi

 

direttiva 2003/109/CE; legge europea n. 97/2013; art. 65 L. 448/1998

 

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 11165/2017, ha condannato per comportamento antidiscriminatorio l'INPS che aveva negato il diritto all'assegno per il nucleo familiare - per il periodo intercorrente tra il termine per il recepimento della Direttiva (23.1.2006) e l'introduzione della norma ad hoc nella legge europea n. 97/2013 (con decorrenza da luglio 2017) - ai cittadini di paesi terzi dotati di permesso di lungo soggiorno.

 

Ritenendo che la direttiva fosse sufficientemente dettagliata da poter essere direttamente applicata nell'ordinamento interno, una volta decorso inutilmente il termine fissato per il recepimento nella normativa interna, la Cassazione ha concluso che i giudici nazionali e la Pubblica Amministrazione avrebbero potuto applicare la norma anche per il periodo precedente alla sua trasfusione nella legge europea del 2013.

 

A detta del Collegio, l’assegno per il nucleo familiare è una “prestazione essenziale” diretta a famiglie in situazione di povertà, con almeno tre minori, pertanto negarlo a cittadini non comunitari (che già si sono stabiliti in maniera duratura nel territorio italiano) comporterebbe la violazione della parità di trattamento in tema di assistenza sociale e protezione in relazione alle prestazioni essenziali.

 

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