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(Tar Lombardia – Sez. Brescia N.691/2016, nota a cura dell’ Avv. Rosanna Nardone)

Con sentenza n. 691 del 17 maggio 2016, il Tar Lombardia, Sede di Brescia, Sez.II, ricostruisce il quadro normativo e giurisprudenziale sull'affidamento in house di un servizio pubblico locale, ribadendo oramai la natura pacificamente riconosciuta ad esso di  modello ordinario di gestione dei servizi pubblici locali. Estremamente interessante risulta l’excursus, sintetico ma completo, della normativa e della giurisprudenza in materia (nazionale e comunitaria), sino ai richiami agli approdi giurisprudenziali in tema di controllo analogo in caso di capitale della società in house suddiviso tra una pluralità di soci pubblici (c.d. in house pluripartecipato o frazionato).

L’esame delle conclusioni cui la giurisprudenza era pervenuta in tema di affidamento in house, ampiamente richiamata dalla sentenza in commento, consente altresì di verificare come tali esiti siano stati poi racchiusi nel Nuovo Codice degli Appalti: alla pronuncia in esame, infatti, non risulta applicabile lo ius superveniens ma i principi in essa affermati risultano in linea con la novella di cui al D.lgs. 18 aprile 2016 n.50.

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