Menu

 

A+ A A-

Vale sempre il diritto al giusto procedimento
Nota a sentenza T.A.R. Liguria, sez. II n. 846/2016
(avv. Eugenia Barone Adesi)

Il T.A.R. Liguria, con sentenza 846 del 21 luglio 2016, ha accolto il ricorso promosso da un cittadino nigeriano richiedente protezione internazionale, avverso il provvedimento di revoca delle misure di accoglienza, emesso dalla Prefettura di Savona.
Questa, ai sensi dell'art. 23 comma 1 lett. e) del D. Lgs. 18.8.2015, n. 142, aveva disposto la revoca in virtù della segnalazione, da parte del Comune di Pietra Ligure, che lo stesso fosse dedito all'accattonaggio - attività contraria alle regole di condotta dei richiedenti asilo.
In verità, il Tribunale Amministrativo non si occupa delle ragioni a fondamento della decisione della P.A. (come erroneamente pubblicato sui giornali di questi giorni che hanno emesso titoli fuorvianti), ma ritiene di accogliere il ricorso, sotto il profilo della violazione dell'art. 7 L. 241/1990 che stabilisce i casi nei quali il provvedimento debba essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento.
Spiega il Collegio: «il provvedimento in questione, attesa la sua natura sanzionatoria (cfr. art. 20 comma 4 della direttiva del Parlamento europeo 26.6.2013, n. 2013/33/UE), rivesta un carattere eminentemente discrezionale, e postuli pertanto una valutazione in concreto della singola fattispecie (anche sotto il profilo della proporzionalità della sanzione rispetto alla gravità delle condotte accertate, cfr. art. 20 comma 5 della direttiva n. 2013/33/UE), da effettuarsi soltanto a seguito di un pieno contraddittorio procedimentale».
Pertanto, non sussistendo ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerita', la P.A. ben avrebbe dovuto provvedere a comunicare l'avvio della procedura di revoca.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE FORENSE Sede di Roma Tribunale Civile Via Damiata 2 P.T. St. 34  Tel. 06.32.44.513 anfroma@teletu.it   Facebook